USANZE E TRADIZIONI

Le usanze più antiche e importanti sono legate al carnevale e ad alcune feste religiose. Inoltre viene ancora praticata un'arte risalente al 1400: il merletto a tombolo. 

Il Merletto a tombolo

L'arte del merletto a tombolo costituisce una tradizione tipicamente femminile che si fa risalire al XV secolo, allorché iniziò a diffondersi presso i ceti popolari per poi passare (sec. XVII) alle comunità religiose ed alle famiglie aristocratiche. Merletti dunque per la casa e per la chiesa, ma successivamente come "utile contributo alle entrate familiari". I lavori del merletto e dei pizzi al tombolo più usati sono "il punto rinascimento" , "il punto venezia" infine il preziosissimo "pizzo antico".

Festa S. Croce

E’ un avvenimento accaduto nel 1273 a Lanciano, in Abruzzo, ed è la storia di Ricciarella e del marito Giacomo Stasio.- Giacomo e Ricciarella passavano giornate tra continui litigi;- Ricciarella va da una fattucchiera che le consiglia di prendere l’ostia della comunione, di polverizzarla e mescolarla ai cibi del marito per far cessare i litigi;- Ricciarella finge di ricevere la comunione e nasconde l’ostia nel seno;- Ricciarella mette l’ostia in un coppo arroventato per polverizzarla e avviene il miracolo: l’ostia si converte in carne, da cui sgorga sangue. Poiché il sangue non cessa di scorrere, Ricciarella avvolge tutto in un mantile (tovaglia) e lo sotterra nella stalla, in mezzo alle immondizie;- La sera, l’asino non voleva entrare nella stalla, il marito di Ricciarella lo percuote ... la bestia si inginocchia;- Dopo diverso tempo Ricciarella, sconvolta dai rimorsi, si va a confessare da un frate, Giacomo Diotallevi, priore del convento di S.Agostino a Offida;- Il frate recupera il sacramento, viene ad Offida e gli offidani decidono di costruire un reliquario in cui mettere l’ostia insieme ad alcuni frammenti della croce;- Frate Michele Mallicani, del convento di Offida, si reca a Venezia per far costruire una croce d'argento ove inserire i resti del prodigio, fa giurare all’orafo di non dire niente a nessuno, invece l’orafo racconta tutto al doge di Venezia, che fa inseguire il frate, ma il mare improvvisamente si fa tempestoso e la nave veneziana non può salpare. Allora il doge di Venezia dice: “Lasciateli andare, perché così vuole Dio”.E così giunsero con la croce ad Offida. Ancor oggi la Santa Croce si conserva presso la chiesa di S. Agostino. La ricorrenza del miracolo si festeggia il 3 maggio, divenuto per l'occasione giorno di festa patronale.