STORIA DI OFFIDA (A.P.)

OFFIDA: DA IERI A OGGI

Offida è un paesino immerso nelle colline dell’entroterra ascolano a 292 m. s.l.m. la sua popolazione è di circa 5000 abitanti. E’ situata nella provincia di Ascoli Piceno, a 20 Km da S. Benedetto del Tronto. Le origini del suo nome sono varie: c’è chi dice che deriva da oppidium (in altre parole cittadina fortificata)chi invece dice che deriva da ophis (cioè serpente). Offida ha una storia che inizia dall’epoca Preistorica, lo sappiamo con certezza grazie ai reperti archeologici che sono conservati nel museo archeologico "G. Allevi" di Offida. Ci sono NUMEROSE TESTIMONIANZE DELL’ETA’ DELLA PIETRA, DEI METALLI, ROMANA E LONGOBARDA. Notiamo REPERTI archeologici ritrovati ad Offida e nei dintorni (oggetti in pietra, di metallo e d’argilla). Si ritiene sia stata fondata dai Pelagi. Abitata dai Piceni, come dimostrano numerosi reperti archeologici, fu successivamente conquistata dai romani ed ebbe un periodo di grande splendore nel medioevo, quando divenne sede di un castaldo. Nel 1039 il longobardo Longino di Azzone donò il territorio all'abbazia di Farfa e, sotto l'amministrazione dei farfensi, Offida rifiorì dal punto di vista economico-sociale e diventò un libero comune. In questo periodo fu iniziata la lavorazione del merletto a tombolo che ancora oggi viene praticata e costituisce elemento di grande interesse. In seguito fu dilaniata dalla lotta interna tra i Baroncelli (guelfi) e i Boldrini (ghibellini). La lotta segnò la fine del libero comune, che passò sotto il dominio della Chiesa. Nel tardo medioevo e nel XVI sec. Offida fu centro di intensa vita cittadina. Ciò è testimoniato dalla istituzione del mercato cittadino nel 1576 e dagli Statuti Comunali, riformati nel 1524 sotto il pontificato di Clemente VII (1478-1534). Gregorio XIII (1502-1585), con un breve apostolico, inseriva «parte» della città di Offida nella Diocesi di Ascoli, nonostante le pressanti richieste degli Offidani tese ad ottenere l'inserimento di Offida nella Diocesi dei vescovo di Fermo. Solo nel 1575, però, il vescovo di Ascoli, Pietro Camaiani, poté porre piede in Offida per svolgere il suo ministero pastorale. Nel 1527, come ci riferisce A. Rosini, la città di Ascoli e la Terra di Offida stipulavano una tregua politica.

Offida dopo il 1700

La dominazione pontificia nelle Marche continua per buona parte del 1700.Nei Comuni intanto, nel corso dei sec. XVII e XVIII, il Concilio Generale (ved. Statuto Comunale di Offida dei 1524) funziona sempre meno, mentre le funzioni amministrative sono esercitate sempre più dal Consiglio di Credenza (sorta di Giunta Comunale odierna) e quelle esecutive sono di pertinenza dei magistrato. Ma gli sviluppi della Rivoluzione francese sono ormai evidenti anche nelle Marche. L'8 Febbraio 1797 i Francesi entrano ad Ancona, il 12 a Macerata e il 13 a Tolentino. Il 28 Febbraio Ascoli, occupata l'anno precedente, viene dichiarata repubblicana e, conseguentemente, si decreta la fine di ogni autorità pontificia. Le Marche nel 1815 (dopo il Congresso di Vienna) ritornano sotto la sovranità dei pontefice. Nel 1816 si procede alla riorganizzazione amministrativa dello Stato Pontificio che viene suddiviso in undici (11) Province e dieciasette (17) Delegazioni. Il territorio delle Marche è diviso nelle Province di Camerino, della Marca, di Urbino. La Provincia della Marca è divisa nelle Delegazioni di Macerata, Ancona, Fermo, Ascoli. Offida è compresa nella Delegazione di Ascoli. Offida continua ad essere comune capoluogo, con un suo gonfaloniere. Intanto, dopo la Restaurazione (1814-1815), come è noto, iniziavano ad operare in diverse parti dell'Italia i movimenti rivoluzionari tendenti al processo di unificazione dell'Italia e alla cacciata degli Austriaci dalla penisola. A tale riguardo il movimento della Carboneria fu particolarmente attivo nella cittadina di Offida.Tra i personaggi più noti, aderenti al movimento, ricordiamo: Gaetano Allevi, prozio di G. Allevi (storico ed archeologo) Amurri, Zazzetti, Castellotti, Cocci, Ciabattoni, Rosini e Bianchini. Due sacerdoti offidani, don Giacinto Fiordi ed Amurri, furono addirittura condannati alla fucilazione proprio perché accusati di avere preso parte ad una insurrezione ad Ancona nel 1821. La condanna, per grazia di Pio VII (1742-1823), non venne eseguita ma i due rivoltosi finirono la loro vita nel carcere di Corneto (Lazio). La cittadina intanto stava evidenziando il passaggio da una economia essenzialmente agricola ad una di più fiorente artigianato e ad un'economia legata ai processi di meccanizzazione ed industrializzazione. Nel 1865 sorgevano infatti nella cittadina un tabacchificio ed alcune industrie dei baco da seta, con una produzione annua di 9.000 Kg. di bozzoli. Inoltre, sorgevano stabilimenti bacologici che confezionavano oltre 4.000 once di seme. Accanto alla meccanizzazione era naturale che si sviluppassero settori produttivi come il commercio ed un più fiorente artigianato. Lo scoppio della grande guerra (1914-1918), purtroppo, costituisce per l'Italia e quindi anche per la cittadina di Offida un periodo di rallentamento nei processi di modernizzazione. Il contributo della cittadina offidana al processo di unificazione e liberazione dell'Italia è evidente, ed è testimoniato dall'operato di Giuseppe Ciabattoni (1888-1916), decorato con medaglia d'argento il 16 Giugno 1921 con la seguente motivazione: «caduto per la Patria sulle Alpi Trentine il 16 Giugno 1916». Con l' Ottobre dei 1922, il fascismo istituisce la figura del podestà in sostituzione al sindaco. Nel 1940 l'Italia è coinvolta nel secondo conflitto mondiale. Anche in questa occasione la cittadinanza offidana evidenzia il proprio contributo. Ne è testimonianza la medaglia d'oro alla memoria assegnata al tenente medico Loris Annibaldi (1912-1940) nel 1953, morto sul fronte greco nel Novembre dei 1940.